Cos’è una Huaca

La Huaca è uno strumento musicale aerofono in ceramica appartenente alla famiglia delle ocarine, più precisamente a quella dei flauti globulari (vessel flutes). È uno strumento multicamera realizzato artigianalmente, composto da camere di risonanza indipendenti che possono essere suonate contemporaneamente per creare armonie, bordoni e ricche tessiture polifoniche.

A differenza delle ocarine tradizionali, la Huaca è stata progettata per offrire una maggiore libertà espressiva, permettendo di combinare più voci all’interno dello stesso strumento. Il suo suono profondo, avvolgente e intuitivo la rende particolarmente apprezzata per meditazione, musicoterapia, sound healing, improvvisazione musicale e ricerca sonora.

In questa guida scoprirai cos’è una Huaca, come funziona, da dove nasce e quali caratteristiche la rendono uno strumento unico nel panorama degli strumenti a fiato.

Huaca in ceramica tripla camera per meditazione e musicoterapia.

Classificazione organologica

Dal punto di vista organologico la Huaca appartiene alla famiglia degli aerofoni, strumenti nei quali il suono è generato dalla vibrazione dell’aria.

Più precisamente può essere classificata come:

  • Aerofono
  • Flauto globulare (globular flute)
  • Vessel flute
  • Ocarina multicamera

Il termine inglese vessel flute identifica tutti quei flauti costituiti da una cavità chiusa anziché da un tubo cilindrico. L’ocarina è il membro più conosciuto di questa famiglia e la Huaca rappresenta una particolare evoluzione moderna di questo principio costruttivo.


Il principio fisico

Uno degli aspetti più interessanti della Huaca riguarda il suo funzionamento acustico.

Diversamente da strumenti come il flauto traverso o il clarinetto, nei quali vibra una colonna d’aria contenuta all’interno di un tubo, nella Huaca vibra l’intero volume d’aria racchiuso nella camera di risonanza.

Dal punto di vista fisico la Huaca è un risuonatore di Helmholtz.

Quando il musicista soffia nel beccuccio, il getto d’aria viene interrotto dallo spigolo del labium generando rapide variazioni di pressione all’interno della cavità.

La massa d’aria contenuta nel collo dello strumento oscilla come un piccolo pistone, mentre l’aria contenuta nella camera agisce come una molla elastica.

L’equilibrio tra questi due elementi determina la frequenza fondamentale dello strumento.

Per questo motivo l’intonazione dipende principalmente da:

  • volume interno della camera;
  • superficie complessiva dei fori aperti;
  • lunghezza e geometria del collo;
  • pressione dell’aria emessa dal musicista.

Aprendo e chiudendo i fori si modifica la superficie di sfogo dell’aria e, di conseguenza, cambia la frequenza di risonanza del sistema.

La frequenza fondamentale dipende principalmente dal volume della camera di risonanza, dall’area dell’apertura e dalla lunghezza efficace del collo, secondo la relazione:f=c2πAV Lefff=\frac{c}{2\pi}\sqrt{\frac{A}{V\,L_{\mathrm{eff}}}}f=2πc​VLeff​A​​

dove:

  • fff = frequenza di risonanza (Hz)
  • ccc = velocità del suono nell’aria (circa 343 m/s a 20 °C)
  • AAA = area della sezione del collo (apertura)
  • VVV = volume della cavità di risonanza
  • LeffL_{\mathrm{eff}}Leff​ = lunghezza efficace del collo, comprensiva della correzione di estremità (end correction), dovuta al fatto che l’aria oscilla anche leggermente all’esterno dell’apertura.
esempio di come funziona un risuonatore e la fisica dentro una bottiglia

Uno strumento multicamera

La caratteristica distintiva della Huaca è la presenza di più camere di risonanza indipendenti.

Ogni camera costituisce un risuonatore autonomo, con una propria accordatura.

Suonando più camere contemporaneamente è possibile ottenere:

  • armonie;
  • intervalli;
  • bordoni;
  • tessiture polifoniche;
  • effetti ritmici.

Questa struttura rende la Huaca molto diversa da una comune ocarina singola e apre possibilità espressive uniche.


Il significato del nome

Il termine Huaca (o Wak’a) deriva dalla lingua quechua.

Nella cultura andina indicava persone, oggetti, luoghi o fenomeni naturali considerati sacri o dotati di un particolare valore spirituale. Nel corso del tempo il termine è stato utilizzato anche per identificare santuari, manufatti rituali e siti archeologici.

La ricerca linguistica più recente mostra che il significato storico del termine è più complesso di una semplice traduzione come “oggetto sacro”: il concetto di wak’a è profondamente legato alla religiosità andina e alle sue manifestazioni materiali e simboliche.


Huaca e ocarina: due nomi, due storie

Il termine ocarina merita una precisazione. Storicamente non indicava qualsiasi flauto globulare, ma lo strumento ideato nel 1853 dal musicista e artigiano italiano Giuseppe Donati (1836–1925) a Budrio, vicino a Bologna. Donati perfezionò un antico fischietto in terracotta trasformandolo in un vero strumento musicale, dotato di una precisa disposizione dei fori e capace di suonare una scala completa. Il nome ocarina, che nel dialetto bolognese significa “piccola oca”, deriva dalla caratteristica forma dello strumento, ritenuta simile al corpo di un’oca.

ocarine vecchie di giuseppe donati un po' rovinate

Con il tempo il termine ocarina è stato esteso, per analogia, a numerosi flauti globulari appartenenti a culture diverse. Dal punto di vista storico e organologico, tuttavia, è più corretto considerare la Huaca uno strumento appartenente alla famiglia dei flauti globulari (vessel flutes), piuttosto che una semplice variante dell’ocarina italiana.


Uno strumento contemporaneo

Pur ispirandosi ai principi costruttivi delle antiche ocarine globulari diffuse in numerose culture del mondo, la Huaca è uno strumento contemporaneo, ideato negli anni Ottanta dalla ceramista americana Sharon Rowell e successivamente reinterpretato e sviluppato da diversi costruttori.

Nel mio laboratorio la ricerca costruttiva su questo strumento è iniziata nel 2014. Partendo dal progetto originale, negli anni ho sviluppato una mia interpretazione della Huaca, introducendo nuove geometrie, accordature, sistemi multicamera e soluzioni ergonomiche pensate per migliorarne l’equilibrio, timbrico e la versatilità musicale.

L’obiettivo non è stato quello di riprodurre fedelmente il modello iniziale, ma di proseguirne l’evoluzione, mantenendone la filosofia costruttiva e adattandola alle esigenze della musica contemporanea, della meditazione, del sound healing e della ricerca sonora. Ogni strumento è progettato e realizzato interamente a mano nel mio laboratorio, frutto di anni di sperimentazione acustica e artigianale.

visione del laboratorio con il tavolo in legno e huaca sullo sfondo

📚 Continua il tuo percorso

🡒 La storia della Huaca-CAPITOLO 2

Carrello