Nel 2021 acquistai una Elegoo Mars 2 Pro, una piccola stampante 3D a resina che, per l’epoca, rappresentava una delle tecnologie più innovative per ottenere dettagli estremamente precisi.
L’entusiasmo fu tale che, dopo poco tempo, decisi di fare un ulteriore passo avanti acquistando anche una Elegoo Saturn, dotata di un piano di stampa molto più grande. Questo mi permise di realizzare oggetti di dimensioni maggiori, stampare più componenti contemporaneamente e affrontare progetti sempre più ambiziosi.

Fino a quel momento avevo sempre progettato e costruito i miei strumenti con metodi tradizionali. La stampa 3D aprì nuove possibilità, permettendomi di trasformare rapidamente un’idea in un oggetto fisico, sperimentare forme sempre più complesse e sviluppare soluzioni che sarebbero state molto difficili da realizzare esclusivamente a mano.
Per sfruttarne al meglio le potenzialità iniziai a studiare Blender, un software di modellazione tridimensionale che mi consentiva di progettare ogni dettaglio direttamente al computer.

I primi progetti non riguardarono gli strumenti musicali, ma gli attrezzi utilizzati quotidianamente nel laboratorio. Iniziai infatti a progettare e stampare utensili personalizzati come rulli per imprimere texture decorative sulla ceramica, timbri con il mio logo, maschere, dime e piccoli strumenti realizzati su misura per lavorazioni specifiche o per progetti personalizzati.

La possibilità di creare rapidamente un attrezzo pensato esattamente per una determinata lavorazione cambiò il mio modo di lavorare. Se uno strumento non esisteva, potevo semplicemente progettarlo, stamparlo e provarlo direttamente in laboratorio, modificandolo ogni volta che era necessario fino a ottenere il risultato desiderato.
Con il passare dei mesi le mie capacità nella modellazione 3D crebbero rapidamente. Gli utensili furono soltanto il punto di partenza: presto iniziai a progettare anche matrici per gli stampi in gesso, sfruttando la precisione della stampa 3D per sviluppare nuove camere di risonanza e, successivamente, i primi strumenti musicali progettati interamente in digitale.

(matrice in resina nera stampata 3D e calco in gesso)
La prima ocarina stampata in 3D
Il primo strumento che progettai e realizzai interamente con la stampa 3D fu una piccola ocarina da indossare come ciondolo, dotata di diteggiatura inglese a sei fori. Volevo creare uno strumento compatto, facilmente trasportabile e dal design fuori dagli schemi.
Per completare il progetto disegnai anche una custodia dedicata, anch’essa stampata in 3D. Aveva una chiusura magnetica e una forma ispirata a un piccolo sarcofago o a una navicella futuristica, con linee e dettagli influenzati dall’estetica biomeccanica di H. R. Giger, artista che ha sempre stimolato la mia immaginazione.

Questa prima esperienza mi spinse a sperimentare anche la realizzazione di altri strumenti completamente stampati in 3D. I risultati furono interessanti dal punto di vista progettuale, ma emersero presto anche alcuni limiti: la condensa tendeva ad accumularsi nei canali dell’aria rendendo gli strumenti difficili da suonare per periodi prolungati, le resine disponibili all’epoca non offrivano ancora il livello di sicurezza che desideravo per strumenti a contatto diretto con la bocca e il loro impatto ambientale risultava decisamente superiore rispetto alla ceramica.
Le prime ocarine monocamera
Dopo il primo prototipo da indossare come ciondolo, decisi di sviluppare strumenti più grandi e più vicini a una vera ocarina tradizionale. Nacquero così le mie prime ocarine monocamera in Sol4, sempre realizzate interamente in resina e caratterizzate da forme leggermente differenti, frutto di continui esperimenti sulla geometria della camera di risonanza e del fischietto.

Anche l’aspetto estetico continuava a seguire l’ispirazione biomeccanica di H. R. Giger. Ogni modello veniva progettato come un pezzo unico e prevedeva appositi castoni destinati ad accogliere cabochon in resina, realizzati e rifiniti interamente a mano nel mio laboratorio.

Come spesso accade nella ricerca, non tutti i prototipi diedero gli stessi risultati. Tra i tre modelli realizzati, il primo si rivelò quello con le migliori caratteristiche acustiche, mentre gli altri permisero di comprendere come anche piccole variazioni di forma potessero influenzare il comportamento dello strumento

(i tre modelli di ocarina realizzati a confronto)
(sound test ocarina modello 1)
Dietro questi prototipi si nascondevano decine di prove, mesi di progettazione e innumerevoli test di stampa. Ogni dettaglio, dalla modellazione tridimensionale alle impostazioni della stampante, richiese tempo, pazienza e continui perfezionamenti.

(disegno 3D ocarina modello 1 su Blender)
Le Huaca a doppia camera
Dopo aver sperimentato con le ocarine monocamera, decisi di affrontare una sfida ancora più complessa: progettare le prime Huaca a doppia camera interamente stampate in 3D.

Realizzai tre modelli differenti, accordati rispettivamente in La3, Re4 e Fa4, ognuno caratterizzato da un design originale e da una diversa interpretazione dell’estetica biomeccanica che stavo sviluppando. Come nei progetti precedenti, integrai anche castoni progettati direttamente nel modello 3D per ospitare cabochon in resina realizzati a mano, trasformando ogni prototipo in un vero oggetto artistico oltre che musicale.

(Huaca doppia camera in Re)
Dal punto di vista sonoro i risultati furono incoraggianti. Le Huaca erano perfettamente suonabili e dimostrarono che la stampa 3D poteva essere applicata anche a strumenti multicamera. Tuttavia, nonostante la precisione della progettazione e della stampa, il timbro e la risposta acustica non raggiungevano mai la ricchezza, la naturalezza e la profondità sonora di uno strumento realizzato in ceramica.
A questi problemi si aggiungevano anche la sensazione poco naturale del materiale a contatto con le labbra e la bocca e il fatto che i materiali per stampare disponibili non offrivano ancora le garanzie di sicurezza che ritenevo indispensabili per strumenti destinati a un contatto diretto e prolungato con il musicista.
Anche questa fase di ricerca richiese mesi di progettazione, numerosi prototipi e continui test di stampa. Sebbene questi strumenti non siano mai entrati del tutto in produzione, rappresentarono un passaggio fondamentale nella mia crescita come progettista.
La prima Huaca a tripla camera
Dopo le prime Huaca a doppia camera, decisi di spingermi ancora oltre progettando una Huaca a tripla camera interamente stampata in 3D. Per realizzarla partii dal modello della doppia in Re4, modificandolo e aggiungendo una terza camera di risonanza.

La stampante più grande che possedevo all’epoca mi impose però alcuni limiti dimensionali. Lo strumento risultò leggermente più piccolo di quanto avrei voluto e, di conseguenza, meno ergonomico e meno comodo da suonare.
Con l’aggiunta della terza camera emerse inoltre un nuovo problema. L’aria doveva suddividersi in tre canali anziché due, riducendo ulteriormente la velocità del flusso all’interno dei condotti. Questo diminuiva la capacità dell’aria di espellere naturalmente l’umidità e la condensa tendeva ad accumularsi ancora più rapidamente, limitando sensibilmente il tempo di utilizzo dello strumento.
Per mesi continuai a progettare, stampare e testare nuovi prototipi alla ricerca di una soluzione. Tra gli esperimenti più interessanti realizzai un cilindro centrale contenente un piccolo labirinto interno attraverso il quale veniva convogliata l’aria prima di raggiungere i tre fischietti. L’obiettivo era rallentare il flusso, favorire la condensazione dell’umidità all’interno del cilindro e raccoglierla sul fondo, dove un tappo in materiale poroso, come ceramica o gesso, avrebbe potuto assorbirla senza lasciare passare l’aria.

Il sistema migliorò sensibilmente il comportamento dello strumento e riuscì ad aumentare il tempo di utilizzo prima che comparissero i primi problemi. Tuttavia non rappresentava una soluzione definitiva: con il passare dei minuti la condensa continuava comunque ad accumularsi fino a compromettere nuovamente il funzionamento.
Fu in quel momento che compresi di aver raggiunto il limite di ciò che la stampa 3D poteva offrire per questo tipo di strumenti. Decisi quindi di sospendere temporaneamente il progetto e concentrare tutte le mie energie sulla realizzazione di Huaca in ceramica, costruite interamente a mano, sicure, affidabili e pensate per un utilizzo professionale.
Ancora oggi sono convinto che una Huaca stampata in 3D possa essere prodotta a costi inferiori, ma il prezzo non è tutto. Dopo anni di prove ho maturato la convinzione che uno strumento in resina non possa eguagliare una Huaca in ceramica: non solo per la qualità timbrica e la risposta acustica, ma anche per il valore artigianale, la durabilità, la sostenibilità ambientale e il profondo legame con la terra, materiale dal quale questo strumento prende vita. Per me una Huaca nasce dalla ceramica e proprio in essa trova il suo significato più autentico.
La stampa 3D oggi nel mio laboratorio
Anche se oggi non realizzo più strumenti musicali completamente stampati in 3D, questa tecnologia continua a essere una parte importante del mio laboratorio.
La utilizzo ogni volta che può aiutarmi a migliorare il lavoro sulla ceramica: progetto e stampo timbri per personalizzazioni, rulli e piastre per texture, dime, attrezzi e molti altri strumenti che mi permettono di lavorare con maggiore precisione, velocità e libertà creativa.
In questi anni ho capito che la stampa 3D non sostituisce l’artigianato, ma può diventare un prezioso alleato. Mi permette di sperimentare nuove idee, realizzare utensili su misura e risolvere problemi che con i metodi tradizionali richiederebbero molto più tempo.
La vera anima delle mie Huaca continua però a nascere dalla terra, dalle mie mani e dalla ceramica. La tecnologia mi aiuta a creare strumenti migliori, ma è l’esperienza artigianale a trasformare un progetto in uno strumento capace di emozionare.
Scarica i miei progetti STL
Qui trovi alcuni dei progetti STL nati durante gli anni di ricerca e sperimentazione nel mio laboratorio. Ocarine, strumenti musicali e altri oggetti che ho progettato personalmente, stampato e testato durante lo sviluppo dei miei lavori.
I file sono disponibili per chi vuole stamparli in 3D e sperimentare direttamente con alcuni dei miei progetti.
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Ocarina STL 6 Fori in Do – File per Stampa 3D
download 8,00 €Aggiungi al carrelloOcarina 6 fori in Do per stampa 3D. Il file STL permette di realizzare un’ocarina cromatica utilizzabile anche come collana. File digitale con licenza per uso personale.
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Ocarina STL La Minore Pentatonica – File per Stampa 3D
download 12,00 €Aggiungi al carrelloOcarina STL monocamera in La minore pentatonica, progettata e testata per la stampa 3D. File digitale con licenza per uso personale.
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Ocarina Doppia Camera STL in Re Minore Pentatonico – File per Stampa 3D
download 20,00 €Aggiungi al carrelloOcarina doppia camera in Re minore pentatonico progettata per la stampa 3D. File STL digitale con licenza per uso personale.
Continua dal Diario del laboratorio
Huaca modulari
Nel 2021 iniziai a sperimentare un’idea che mi affascinava da tempo: creare una Huaca modulare,…


